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da chordatanimalia

Ci sono, sì. Me li ricordo, i codici. Oh, come sei abbronzata!
Non so perché, ma sento invidia e odio in questa frase. Come sei abbronzata. Mi dai dello spada?
La gente, in inverno, non dovrebbe essere abbronzata. Non è sano.
Una volta, tempo fa, a partire da Ottobre dell’abbronzatura rimanevano poche tracce sotto i vestiti: il segno più chiaro degli slip, il cinturino dell’orologio. Tu sapevi che era come te, chi ti stava di fronte: uno stipendio normale, due settimane di ferie in Liguria, la pizza sul lungomare.
D’inverno, appena cadeva la neve, chi aveva più di un normale stipendio si presentava con il segno degli occhiali, il naso abbrustolito. Sapevi che dire, sapevi che fare, sapevi che toccavi pelle vera e peli e se era marrone potevi scegliere se abbracciare un mondo diverso dal tuo oppure no. Potevi sognare.
Come sei abbronzata. Eh, il mare. Ma il mare d’inverno. Vendo la mia anima per settecento euro, gli infradito a rincorre le pulci sui tappeti, che prezzo ha questa mia mano così scura sul bianco del ghiaccio? Ha il costo di un sms a un euro cadauno, qualcosa di più se è una foto.
Sai, i pesci. Son diversi. [continua a leggere]
mercoledì, 05 novembre 2008

Dal finestrino del pullman mi accorgo, all'improvviso, che anche nel caldo possono esserci le nuvole. Ho un momento di scoramento: se il caldo è caldo, a maggior ragione la nuvola, che è fredda, non dovrebbe interrompere la perfezione di un cielo che entro poche ore sarà bollente.
E invece no. Mi sfrego le braccia coperte dall'abbronzatura. Sono le sei e quaranta minuti del mattino. A casa le persone iniziano a pensare alla loro giornata lavorativa. In lontananza vedo il posto di blocco per il cambio scorta della polizia turistica. Soldati seduti, in piedi, che passeggiano: un'aria di attesa continua, una guerra che non li sfiora, compresi nel loro ruolo a pensare solo ed esclusivamente a come indossare il loro fucile semiautomatico nel modo più fiero e imponente. Hanno le divise sporche.

martedì, 08 aprile 2008