Dovessero domandarmi se trovo le fotografie di Piera Ventre “eccezionali”, risponderei di no, grazie al cielo non lo sono.
È che siamo circondati da una “eccezionalità” gridata – quanto è più artefatta, “sofisticata”, tanto più è gridata – e la nostra “normalità” rischia la fine del ranuncolo in un campo di gigli. Io sono di quella religione che prega attraverso la scoperta dei colori dell’alba e del tramonto o di un paio di scarponi vecchi ricoperti di fango.
Volevo archiviare (e, sia chiaro, «si archivia non per dimenticare ma per ricordare meglio»), insomma desideravo avere sul sito OraSesta il racconto “aquattromani” La neve che non c’era di Piera Ventre e di Mario Bianco. Ma in questi giorni ho visto le fotografie scattate da Piera durante il suo soggiorno nel Monferrato – terra fertile di quel racconto – e le ho chiesto il permesso di sceglierne alcune.
Le fotografie di Piera – queste e le altre – mi piacciono. Sanno raccontare ed evocare. Creano l’eccezionale del sé; uno sguardo partecipe si posa e si eleva nella ricerca dell’unica salvezza: il bello.
OraSesta presenta Racconti d’autunno di Mario Bianco e Piera Ventre.
(T.M.)
