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«Lo so, può sembrare assurdo “duplicare” qui immagini e testi che sono già in rete» – questo avevo premesso inserendo per la seconda volta un brano (e un'immagine) di Ida Gallo sul blog OraSesta. Sottolineo l’uso della parola “inserire”; altri fanno sul loro blog un vero e proprio – e lodevole – servizio di segnalazione di post che non dovrebbe sfuggire all’attenzione dei più. Ma io faccio l’archivista – ovvero sono archivista, che mi si perdoni il puntiglio – e OraSesta nasce come archivio virtuale, memoria di memorie.

Il blog legato al sito OraSesta è nato due anni fa – il 7 novembre – e si è fatto anche un bel regalo di compleanno: Pane di grano duro di Ida Gallo (IdaKrot). Testi e collage scelti sul filo della memoria, scelti da me, “scrivendo” dunque un testo nuovo rispetto alla presentazione inevitabilmente cronologica del blog.
Grazie a Rita Mazzocco per le parole con cui ci accompagna ai luoghi e ai tempi delle Donne, dei Vicoli, delle Sensazioni di Ida Gallo. E soprattutto grazie a Ida per la sua disponibilità.
M.T.

Su Ora Sesta: Ida Gallo, Pane di grano duro

 Ida Gallo - Rùga (fonte: www.panedigranoduro.splinder.com)

«Vorrei chiamare perché arrivino, anche da lontano, tutte le parole scritte e poi riscritte, come in un collage. Parole vulnerabili solo a pronunciarle o sentirle pronunciate, in un leggero volteggiare di significati e significanti, per comporre una storia breve, come breve sembra essere il tempo in cui si recita una vita.»
sabato, 08 novembre 2008
Lo so, può sembrare assurdo “duplicare” qui immagini e testi che sono già in rete. Anche perché, se fosse per la loro sintonia con l’idea di resistenza che vorrebbe essere la “cifra” di OS, certi blog quasi per intero potrebbero “traslocare” qui. Col favore delle nebbie, per esempio, oppure Pane di grano duro di Ida Gallo (o "l'altra parte di lei"). Che l’autrice non ne abbia a male, ma OraSesta non può fare a meno delle sue immagini e delle sue parole. (T.M.)

IdaKrot - Vicoli (panedigranoduro.splinder.com)

IdaKrot - Vicoli

                  Ad infilarti nel vicolo, a volte ci senti il profumo del bucato
                  e lo stridìo della carrucola per far spazio sul filo 
                  ad altri panni ancora.
                  Dentro ci si nasconde il vento, sbuffa tra le maniche
                  d’una camiciola poi la risucchia tutta e riappare come vela
                  bianca bianca in un cielo che potrebbe confondersi col mare.
                  Nel basso dalla porte quasi sempre verdi si smuove la tenda 
                  linda nelle trine e c’intravedi un dentro angusto e buio
                  come certi pensieri appiccicati nella testa, pure se tenti
                  di scacciarli ad uno ad uno.
                  Un antro in cui s’é consumata una vita intera intera
                  fra lo strillo di un bambino, un sugo che ribolle sulla fiamma
                  e lo sbattere di una porta per il troppo sopportare.
                  In attesa di qualche miglioria, confidando ora nell’aiuto 
                  di qualche santo con tutti i cherubini, ora in qualche altro 
                  più triviale che in cambio di un voto assicurato,
                  ha riempito gli occhi cavi di promesse che
                  stanno tutte ancora lì, ad aspettare.
mercoledì, 03 settembre 2008

panedigranoduro.splinder.com

«Luoghi come incavi e prominenze del corpo, solchi profondi sulla pelle.
Camminarci é come accovacciarsi in un'impronta.»

i luoghi di IdaKrot
lunedì, 21 luglio 2008