di Lam
Che fa una barca nel bosco?
Niente. Sta ferma.
Non è albero, non è viaggio.
Come un sasso? No, di più. Come un sasso senza posto.
Eppure il suo legno è quello dei tronchi forti.
Avrebbe la resistenza che serve per affrontare la corrente.
Ma le manca il fiato sotto l’ombra dei funghi.
Troppo buio per una barca, lì sotto.
Eppure avrebbe i remi per proseguire verso la sua rotta.
Ma se spingi un remo, in una barca nel bosco, t’incagli sulla roccia.
La roccia è dura.
E fitta è la foresta.
Non esce da sola una barca, dal bosco.
Diventa “roba”, roba da sgombrare, perché – è ovvio –
una barca nel bosco non vive,
scompare.
Se penso a una barca nel bosco, rivedo un bambino e il suo sogno.
Non basta una notte, la mente, l’uccello nel cuore, due mani.
E il legno, rinchiuso, marcisce.
Occorre di più
Il sogno ha bisogno di vento, corrente, vedute, più dita intrecciate,
moneta – se occorre.
Da solo non può.
Ci sono bambini che sognano d’imparare a scrivere:
“Questo è il mio nome” – vorrebbero appuntare
E mentre sognano di sognare
senza la carta, l’inchiostro, una sedia
si trovano in un luogo da cui guardare le barche
i pescatori che salpano, il mare che ingrossa in un foglio – disegno –
dove una storia che non poteva nuotare – dal remo di una penna
rincorse l’ala - sopra una chiglia
fino al timone di una banco, dentro una scuola,
a una parola ancorata – su una lavagna
quando il gesso che salpa – dal nero alla luce del segno
mostra la esse dell’onda di un suono, che finalmente è speranza – che non scompare.
Niente. Sta ferma.
Non è albero, non è viaggio.
Come un sasso? No, di più. Come un sasso senza posto.
Eppure il suo legno è quello dei tronchi forti.
Avrebbe la resistenza che serve per affrontare la corrente.
Ma le manca il fiato sotto l’ombra dei funghi.
Troppo buio per una barca, lì sotto.
Eppure avrebbe i remi per proseguire verso la sua rotta.
Ma se spingi un remo, in una barca nel bosco, t’incagli sulla roccia.
La roccia è dura.
E fitta è la foresta.
Non esce da sola una barca, dal bosco.
Diventa “roba”, roba da sgombrare, perché – è ovvio –
una barca nel bosco non vive,
scompare.
Se penso a una barca nel bosco, rivedo un bambino e il suo sogno.
Non basta una notte, la mente, l’uccello nel cuore, due mani.
E il legno, rinchiuso, marcisce.
Occorre di più
Il sogno ha bisogno di vento, corrente, vedute, più dita intrecciate,
moneta – se occorre.
Da solo non può.
Ci sono bambini che sognano d’imparare a scrivere:
“Questo è il mio nome” – vorrebbero appuntare
E mentre sognano di sognare
senza la carta, l’inchiostro, una sedia
si trovano in un luogo da cui guardare le barche
i pescatori che salpano, il mare che ingrossa in un foglio – disegno –
dove una storia che non poteva nuotare – dal remo di una penna
rincorse l’ala - sopra una chiglia
fino al timone di una banco, dentro una scuola,
a una parola ancorata – su una lavagna
quando il gesso che salpa – dal nero alla luce del segno
mostra la esse dell’onda di un suono, che finalmente è speranza – che non scompare.
questo è il “manifesto” della campagna adozioni (o se preferite: sostegno) a distanza
del gruppo "Bambinineltempo"
anno 2009
tutte le informazioni necessarie:
