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Ma perché il Presidente del Consiglio mi insulta?
di Ugo Giansiracusa
per Girodivite
 
Mi fischiano le orecchie. C’è qualcuno che da qualche parte sta sparlando di me. Eppure non mi pare di avere nemici. Sono una brava persona. Nella mia vita ho dato solo uno schiaffo. Sì, vero, a 14 anni ho rubato un paio di audiocassette vergini. Ma a parte questo mi sento un cittadino, se non esemplare, almeno nella media. Faccio la mia raccolta differenziata. Pago le dovute tasse. Esprimo il mio voto quando c’è da farlo. Uso pure le lampadine a risparmio energetico e attraverso la strada sulle strisce pedonali. Neanche a dire che ci può essere qualche marito geloso che come donnaiolo sono un disastro. Insomma non so proprio chi può avercela con me. O forse sì. Lo ammetto. Forse ho uno scheletro nell’armadio. Qualcosa di quasi inconfessabile negli ultimi tempi in questo paese. Sì, lo confesso, sono di sinistra!
 
Ma davvero io non pensavo che fosse una cosa grave. Mio padre è di sinistra e anche lui è una brava persona. Pure mio zio è di sinistra e anche lui, per quello che conosco, non mi pare sia un criminale o una persona in qualche modo disprezzabile. Ho anche un cugino di sinistra. Mio nonno poi ha anche fatto il partigiano per la libertà di questo paese. E poi un sacco di amici. Gente di tutti i tipi. Lavoratori, studenti, padri, madri, disoccupati, insegnanti, imbianchini, operai, pensionati. E sono tutte delle brave persone. Veramente. Gente bella che ama ridere. A cui piace la bellezza, la libertà, l’amore, l’amicizia. Persone che odiano la violenza e la guerra. Che disprezzano il razzismo e le ineguaglianze di ogni tipo. Persone, uomini e donne che ogni giorno, nel loro piccolo, cercano di fare un mondo migliore.
 
Ma allora perché il nostro Presidente del Consiglio, ogni giorno, ci insulta? Perché “di sinistra” è diventato sinonimo di falso, imbroglione, antidemocratico, illiberale, criminale e... coglione? Ma non sono io che lo stipendio, con le mie tasse che in maniera onesta continuo a pagare? Non è grazie a mio nonno partigiano che quell’uomo è stato democraticamente eletto? Ma allora perché ogni giorno mi insulta? A me che da quando ho la capacità di intendere e di volere lotto per la libertà. A me che lotto contro la mafia. A me che ho sempre lottato per la giustizia. E come me i miei amici e mio padre e mio cugino e tanta altre persone di sinistra.
 
Invece no. Se sei di sinistra non puoi prendere una decisione razionale. La tua mente è ottenebrata dall’odio. Non puoi fare il magistrato perché non saresti corretto. Non puoi fare l’insegnante perché non saresti obiettivo. Non puoi fare il giornalista perché distorceresti i fatti. Non puoi fare il presidente della repubblica perché sei di parte.
 
Ma io, caro Presidente del Consiglio, non sono come tu mi descrivi. Tu, ogni giorno, mi offendi senza alcun motivo. Essere di sinistra non è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale. Essere di sinistra non è peccato. Non è una condanna. Non è un insulto. Non è né un marchio di criminalità né un sintomo di coglionaggine. Caro Presidente del Consiglio essere di sinistra è e resterà semplicemente e sempre un modo di essere e di pensare che tu e i tuoi seguaci non potrete mai cancellare. Perché essere di sinistra è, che tu ci possa credere o no (ma la storia lo insegna), sinonimo di giustizia e libertà e coerenza e coraggio e forza e lotta e laicità. E se mai noi uomini e donne di sinistra odiamo lo facciamo per amore. Per amore degli altri uomini e delle altre donne. Per amore di questo strano mondo e per amore di questa inspiegabile vita.
 
E allora ti prego, caro Presidente del Consiglio, impara a rispettarmi nel mio essere uomo, nel mio essere cittadino, nel mio essere italiano e nel mio essere di sinistra.
Grazie. Cordiali saluti.
giovedì, 15 ottobre 2009

Commenti
#1    16 Ottobre 2009 - 11:40
 
articolo troppo lungo ,ma di quale sinistra parla,sicuramente di quella che ci ha appioppato le attuali tasse,per sinistra una volta si intendeva quella che era dalla parte dei poveracci,non quella attuale che pensa solo alla segreteria
utente anonimo

#2    16 Ottobre 2009 - 12:07
 
Grazie, è quello che penso anch'io.

Il Presidente del Consiglio ogni giorno offende con degli insulti una parte degli Italiani (persone che lavorano, che pagano le tasse, che rispettano le leggi..........) che hanno un solo semplicissimo difetto NON LA PESANO COME LUI.

A quanto pare più ti comporti da persona che rispetta le leggi,
più sei un Coglione.
Hai pagato le tasse, bene fammi controllare se le hai pagate tutte oppure vuoi fare il furbetto.
Non hai pagato le tasse non ti preoccupare ti condono.
 


utente anonimo

#3    16 Ottobre 2009 - 12:10
 
Bellissima lettera, mi ci ritrovo in tutto
utente anonimo

#4    16 Ottobre 2009 - 12:26
 
Questo post, non so per quali vie ma forse per quelle dei feeds - ad ogni modo grazie Claudia  - stamattina è finito su OK Notizie.
Fino a questo momento ha ricevuto 873 visite. (Non saprei quante letture...)
A maggior ragione tengo a sottolineare che si tratta di un articolo tratto dal portale Girodivite (che consiglio a tutti, "a prescindere").
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#5    16 Ottobre 2009 - 12:34
 
Sei patetico....
utente anonimo

#6    16 Ottobre 2009 - 12:48
 
grazie, anche a nome di mio figlio, mia madre ed alcuni miei amici, per aver esplicitato una cosa che pure io ho dentro ma che non so esprimere con la tua pacatezza. Quando parlo di questo presidente io non riesco a trattenermi a, avendo visto tutte le sue malefatte, mi viene da inca..armi. In particolare per quanti lo votano ma non ammettono la sua disonestà
utente anonimo

#7    16 Ottobre 2009 - 13:05
 
Avresti dovuto dirgli anche: "Caro Presidente del Consiglio, noi siamo di sinistra, onesti ed integri nella nostra morale e ci sottoponiamo al giudizio delle nostre Leggi Italiane mentre tu, che di sinistra non sei e ti arraffi il diritto di calpestrale quelle nostre leggi, faresti meglio a difenderti se puoi lasciando gli altri in pace senza addossare, in particolare a quelli di sinistra, teoremi inutili e di essere loro, la unica colpa e causa delle tue menate giudiziarie".
Non pensi che staresti meglio laddove tu non vuoi andare cioè nelle gattebuie?
utente anonimo

#8    16 Ottobre 2009 - 16:39
 
Era da molto che non scrivevo ma vivo in una tale situazione di disagio, per ciò che vedo e sento ogni giorno, che mi è sembrato mio dovere di cittadino e uomo (finchè ne avrò la possibilità) di lottare ancora per la libertà. Quella vera. Perchè un cittadino qualsiasi può anche arrivare ad insultare un uomo pubblico e si chiama democrazia... quando l'uomo pubblico insulta i cittadini allora si chiama in un altro modo...

U. G.
utente anonimo

#9    16 Ottobre 2009 - 19:46
 
Sai, stavo pensando in questi giorni che le invettive (benché sacrosante nel merito) non fanno che "ricaricare" di odio e di furbizia il nostro (?) presidente.
Che forse sommerso da pacate lettere - per lui come scritte in una lingua straniera - come la tua si troverebbe più a disagio.
A me piaceva inserirla in qusta specie di "archivio della resistenza".
t.m. / OraSesta
("girina" ultimamente latitante...)

(potresti per favore mandare in pvt l'indirizzo del tuo nuovo blog?)
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#10    16 Ottobre 2009 - 21:52
 
A FORZA DI PRONUNCIARE IL NOME DI BERLUSCONI UN GIORNO O L'ALTRO LA VOSTRA TESTA SCOPPIERà E BERLUSCONI DIVENTA SEMPRE PIù FORTE...........
utente anonimo

Commenti