OraSesta
voci
commenti recenti


posta

template
license
visite
*loading*
OraSesta
fotografie
finestre
mercoledì, 23 settembre 2009
Abbiamo la memoria corta, ma poi caliamo i ricordi come il giocatore la carta con la quale pensa di sbancare e talvolta si sbanca; nelle maniche troppo strette o troppo larghe teniamo degli spettri – spettri neri e rossi, esportatori di uguaglianza, semi di superiori ragioni e civiltà, parole di un Dio vittorioso - dei vincitori - e al cimitero andiamo nei giorni delle feste comandate, a ciascuno le proprie tombe ché la morte non cancella le distinte vite dei caduti.
Il mondo non è più complicato di prima, io credo. È che abbiamo i mezzi per esplorarlo in lungo e in largo, ogni giorno, per vedere ogni piega, ogni piaga: quel che si vede sbirciando, quello che ci lasciano o ci fanno vedere perché si continui a pensare il mondo troppo complicato per le nostre semplici menti e semplici parole d’interpretazione.
Niente comandamenti: “non uccidere” è troppo semplice.
“L’Italia ripudia la guerra”: è troppo semplice.
Invece no.
Le cose giuste, in fondo, stanno in poche semplici parole.
t.m.
venerdì, 18 settembre 2009
La scrittrice Silvia Ballestra è stata querelata da Silvio Berlusconi per aver scritto questo articolo sull'Unità del 13 luglio. Io - nel mio imparagonabilmente più piccolo rispetto a loro o a lui - firmo insieme a lei. Chi lo condivide faccia altrettanto. t.m.

 
Alcuni lo chiamano cinismo, altri la chiamano semplicemente politica (segno che sono già cinici), per alcuni è pura e semplice cattiveria, per altri è  dietrologia. In ogni caso è una cosa piuttosto schifosa. E si tratta di questo: per ripristinare un po' di buoni rapporti con le gerarchie ecclesiastiche che si mostrano fredde a causa del suo privato peccaminoso e del suo essere "utilizzatore finale", pare che Silvio Berlusconi sia deciso a fare qualche nuovo regalo alla parte cattolica del Paese. In soldoni, come ha scritto ieri questo giornale ("l'Unità"), il prezzo di un possibile perdono per le sue marachelle sessuali potrebbe essere un'accelerazione della legge sul testamento biologico. In soldoni e detto in parole povere, mentre qualche signorina si può comprare con duemila euro e qualche collanina, per le alte gerarchie vaticane ci vuole di più: una legge fatta sulla pelle degli altri. La cosa è terribile a dirsi (e pure a pensarsi), eppure è così. Dimostrare all'elettorato cattolico che il premier non sarà magari uno stinco di santo, ma che quando si tratta di fare concessioni al Vaticano non è secondo a nessuno. Se così sarà, se questo osceno scambio sarà reale – la legge restrittiva gradita al Vaticano sul testamento biologico in cambio di silenzio per le porcate troppo umane di Silvio – si sarà toccato il punto più basso, un vero e definitivo punto di non ritorno. Nessuna pietà per migliaia di famiglie immerse nella sofferenza e nel dolore, nessuna soluzione umana e dignitosa per i malati senza speranza a cui accorciare l'agonia. Tutto questo in cambio di un'improvvisa amnesia dei vescovi sulle maialate di papi? Possibile? Vi pare troppo cinico? Esageratamente enorme? Anche a me, ma basta aspettare e si vedrà. Del resto, se siamo abituati al peggio non è colpa nostra: qualcuno ci ha sapientemente addestrato.
venerdì, 04 settembre 2009