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fonte: www.mantovatoday.com
Da una lettera di don Luisito Bianchi a “Noi siamo chiesa”, in occasione del 50mo
della morte di don Primo Mazzolari
 
 
«Lo si vuole onorare definendolo un Profeta. È un modo piuttosto sbrigativo per non chiederci che cosa ha lasciato, trasmesso, alla chiesa tutta, e  interrogarci se l’unico modo di onorarlo non sia quello di riprendere la sua passione di evangelizzatore. Non fu un  profeta perché continuamente indicava, come Giovanni il Battista, Colui che aveva realizzato in sé ogni profezia. Chiamandolo profeta si corre il rischio di legittimare il comportamento d’incomprensione nei suoi confronti e di chiudere la questione innalzando il monumento al Profeta che non poteva essere compreso e che, quindi, seguì la sorte d’ogni profeta che non è mai accetto fra i suoi.
 
Si dice anche che precorse i tempi. Non c’è tema che don Primo abbia trattato e non sia definito un precorrere i tempi, avendo, ad esempio, come punto di riferimento, perfino il Concilio.  Precorse anche il Concilio. Io penso che a interrogarlo allora, quando non si faceva questione né di profezia né di anticipazione dei tempi, don Primo avrebbe risposto  che il tempo era ormai compiuto in Cristo, la pienezza del tempo altro non era che Cristo crocifisso e risorto, che il Padre ci aveva donato come segno del suo amore assoluto per l’uomo.
 
E allora, che cosa richiederei perché l’avvenimento del 50mo della morte sia l’occasione per accogliere e fare propria, come Chiesa, la sua testimonianza di chiesa? Mi rifaccio ancora alla mia esperienza personale. Non è che in casa mia, trattandosi della scelta che intendevo fare, la cosa fosse pacifica. Mio padre mi diceva che i preti non avevano cuore e che l’unico che lui conosceva veramente di cuore, don Primo, era messo al bando dalla Chiesa a dimostrazione che essa non voleva preti di cuore. Fino all’ultimo – dico alcuni minuti prima che entrassi negli esercizi del suddiaconato – batté per l’ultima volta su quel tasto. Non poteva accettare che suo figlio non potesse avere cuore. Al mio sorriso aggiunse: “Se proprio vuoi fare il prete, fallo giusto”.  Sapevo che cosa intendeva con quell’aggettivo: avere cuore e non cercare soldi, come don Primo.»
 
Fonte
martedì, 28 aprile 2009
Viboldone, 1 maggio 2008
                                 Fra i fondi campi batte dalle torri
                                 veglianti sulle piane antico tocco
                                 di gratuiti annunci, un soffio imperla
                                 di tenerezza un gracchiare di rane;
                                 latrano i cani di sparse cascine,
                                 note mi cadono ai piedi battute
                                 e ribattute da gole festose,
                                 e il mio passo solleva le speranze
                                 lasciate lungo la strada dai morti.
 
                                 (Luisito Bianchi, Congedo. In Parola tu profumi stamattina)
sabato, 25 aprile 2009
Graziano Bertoldi - Va pensiero sulle ali dorate degli Angeli della Resistenza

(Graziano Bertoldi - fonte: www.anpi.cremona.it)

martedì, 21 aprile 2009
Un nuovo capitolo del personale libro di storia di Ennio Serventi: I giorni del 25 Aprile.
Sì, il titolo può sembrare, a prima vista, una contraddizione. Ma sentendo anche i racconti della generazione precedente alla sua ci si convince che il “venticinque-aprile” non è affatto un giorno ma una storica cornice per gli eventi immediatamente precedenti e successivi alla Liberazione.
Un punto di osservazione interessante, quello di Serventi: bambino all’epoca dei fatti, in anni successivi ha (ri)cercato i tasselli del quadro che non poteva – e chi mai avrebbe potuto?  – vedere nella sua completezza.
Più leggo racconti come quelli di Serventi – altra insostituibile fonte cremonese è Franco Dolci – più mi affascina un aspetto che va al di là dell’onore reso ai personaggi altrimenti “muti” della storia; ed è la loro capacità di far vivere la città. Di “far parlare i muri”, di stendere davanti ai nostri occhi le mappe storiche della coesione sociale.
 
Ennio Serventi: I giorni del 25 Aprile
martedì, 21 aprile 2009
«...in ogni caso,
in ogni casa,
in ogni tenda,
in ogni terra,
in ogni senso...»

(Aitan)

domenica, 12 aprile 2009